La famiglia Sinaghina - La storia

La Famiglia Sinaghina - Cenni storici


Nel giugno 1974 il rag. Angelo Della Vedova, segretario del corpo Musicale Santa Cecilia, ricordava ai concittadini che nel 1975 sarebbe ricorso il centenario di fondazione della Banda Musicale e si chiedeva come celebrare degnamente questo avvenimento.
In quel momento l'organico della Banda era ai minimi storici, anche a causa degli avvenimenti del '68 che avevano provocato il parziale abbandono delle tradizioni e , di conseguenza, quasi l'azzeramento dell'utilizzo della banda stessa.
Si pensò di coinvolgere i Sinaghini più impegnati nel tentativo di riproporre le vecchie tradizioni e manifestazioni, di cui la Banda era sempre stata protagonista.
A tal fine si pensò che la soluzione migliore sarebbe stata quella di costituire una Associazione, autonoma ed indipendente, che fungesse da fulcro propulsore per tutte queste iniziative.
Questa opportunità fu illustrata e discussa con gli imprenditori locali in occasione di una cena presso il ristorante Camillo. I partecipanti aderirono con entusiasmo all'iniziativa e misero a disposizione una ragguardevole somma che permise di iniziare l'attività. Dopo questo primo successo, il Rev. Parroco acconsentì a mettere a disposizione un locale presso l'Oratorio Maschile.
Ad Ottobre 1974 si invitarono i rappresentanti di tutte le attività culturali e sportive, commercianti ed artigiani, imprenditori e liberi professionisti, tutti convinti della necessità di dar vita ad una associazione che fosse un punto di riferimento per la riscoperta dei valori delle nostre tradizioni culturali. In occasione di quell'incontro fu deciso di chiamare l'associazione "Famiglia Sinaghina", sulla falsariga della nostra Famiglia Bustocca. Venne nominato il Presidente, il segretario, il cassiere e l'assistente spirituale nella persona di Don Alessandro Luoni.
La Famiglia Sinaghina venne ufficialmente costituita nel 1975. Primo 'regiù' fu Egidio Ballarati cui nel febbraio dell'anno seguente successe, per quasi 35 anni, Giovanni Sacconago.
Da quel momento iniziò l'attività, tesa a riscoprire e rinverdire le nostre tradizioni nelle quali aveva parte importante anche il corpo Musicale S. Cecilia: la Giöbia , il Carnevale, la Festa della Madonna in campagna, la Festa Patronale S. Pietro e paolo, la Festa sagra dell'uva, il Concerto di Auguri. Da alcuni anni si celebra anche la Festa del Ringraziamento (al secondo giovedì di Giugno).
ln occasione della Festa Patronale fu celebrato il Centenario di costituzione della Banda con un convegno al quale parteciparono numerosi Corpi Musicali. Net 1976, la Famiglia Sinaghina, avendo avuto la possibilità di usufruire di una sede più ampia, si trasferì in Piazza della Chiesa Vecchia, nei locali messi a disposizione dalla Pineta dul Gildu.

Questa nuova sistemazione permise di ampliare la cerchia delle attività. In particolare furono organizzati corsi di taglio e cucito, inglese, chitarra e fisarmonica, oltre a mostre di pittura e incontri di carattere culturale.
Nel 1977 fu eletto il primo regiù nella persona del Dott. Egidío Ballarati; fu benedetta la Bandiera, offerta dal sig. Carlo Sacconago, e fu creato il Logo, raffigurante una rosa con due mani al centro, che racchiudono la Chiesetta della Madonna ln campagna. In quello stesso anno fu organizzato un convegno "il vero dialetto sinaghino", con la partecipazione det Dott. Bruno Grampa, di Luígi Giavini e di numerosi anziani di Sacconago.
Tutto il convegno fu registrato.
Nello stesso anno si diede vita al Club Mini Majorettes di sacconago, con l'aiuto di una insegnante di Oleggio.
Si costituì con la Banda un Gruppo Folcloristico, molto richiesto per le Feste rionali.
Nel 1980 i gruppi si trasformarono in Club Twirling, attività prettamente sportiva.
La Sinaghina ebbe l'onore di organizzare il primo campionato regionale; parteciparono venticinque gruppi, che sfilarono per le vie cittadine riscuotendo un grande successo di pubblico.
Le nostre ragazze subito primeggiarono e conquistarono diversi titoli, compreso quello mondiale. Da anni ìl Club è affidato alla guida della signora Marinella Crespi in Stefanazzi che ne è anche Presidente.
In questi anni, numerose sono state le iniziative a carattere umanitario intraprese dalla famiglia Sinaghìna: in occasione del terremoto in Friuli, in collaborazione con l' On. Giuseppe Zamberletti , Commissario della Protezione Civile, fu offerta al paese di Buia una casa prefabbricata; fu organizzata una raccolta di materassi, coperte, indumenti in occasione di quello dell'Umbria.
In campo missionario furono intraprese iniziative a sostegno dell'opera di Padre Ambrosoli che operava in Uganda, del dottor Marcello Candia in Amazzonia, e della dottoressa Emma Cucchi in Perù, finanziando la costruzione di un Ospedale.
Non è mai mancato il sostegno anche alle iniziative locali e in particolare all'ANFASS.
Era il Gennaio 1983 quando la Famiglia Sinaghina iniziava ad organizzare il Carnevale per il settimo anno consecutivo, ma il Presidente aveva il desiderio di creare un simbolo per la propria città senza più ripetere i Carnevali anonimi.
Ricordandosi che nel 1948 alcuni giovani avevano sfilato con dei vestiti da stoffa per materassi, e che l'anno seguente il 'Tarlisu' era stato già eletto come Maschera Bustocca, riprendendo quella tradizione fece costruire da una ditta un pupazzo che voleva essere il simbolo della città tessile e lo chiamò "Tarlisu".
La proposta fu accolta con entusiasmo dal Sindaco Angelo Borri e con delibera n. 313 del 16.2.1983 la Giunta Municipale deliberò di proclamare a tutti gli effetti il TARLlSU MASCHERA TIPICA della città di Busto Arsizio.
Da qui prese avvio una serie di iniziative sempre più importanti tese alla riscoperta delle tradizioni locali.
L'entusiasmo per il "Tarlisu" portò anche alla realizzazione di un disco (Ul Tarlisu - tarlén tarlàn ) e dell'arazzo "Tarlusi" - Maschera Bustocca, vero capolavoro di arte tessile, che da allora è stato conferito in esemplari numerati a personalità cittadine oppure ospiti nella nostra città, come simbolo della tradizione tessile di Busto, piccola "Manchester d'ltalìa".
. Molto successo ebbe anche il pupazzo omonimo.
Venne naturale abbinare, 21 anni dopoo, al Tarlisu anche una figura femminile, che fu identificata nella BUMBASINA, nome del tessuto grezzo utilizzato in particolare per fare lenzuola.
A maggio 1983 fu indetto un concorso di poesia dialettale sulla Maschera di Busto, per assegnare il 1° Tarlisino d'oro. La premiazione avvenne a Settembre, al Teatro Sociale, in occasione della presentazione della Maschera del Tarlisu alla Città. Erano presenti numerose Maschere di altre città. Il primo premio fu assegnato alla poesia "Ul tarlisu dàa màma Carlòta'' di Angelo Azzimonti: la mamma Carlotta era presente in sala.
Nel maggio 1984, su interessamento di una persona molto vicina al Tarlisu, Banda, Twirling, Tarlisu e Bumbasína furono invitati dal governo di Malta al Gran Carnaval . La nostra partecipazione, di tre giorni, riscosse grande successo; le sfilate avvennero alla presenza della Prof.ssa Agata Barbara, Presidente della repubblica di Malta. Furono consegnati il Tarlisu d'oro e alcuni simboli della nostra città, compreso un disco della Mandolinistica Bustese. Indescrivibile fu l'emozione dei partecipanti . Nei giorni immediatamente seguenti la Presidente inviò una lettera di ringraziamento al sindaco di Busto Arsizio.
Nel 1985 fu indetto un concorso nelle Scuole, con la collaborazione del Régiù della Famiglia Bustocca, rag. Narciso Ceriotti, sulla poesia dialettale di Enrico Crespi "A canzon dul telar a man". Il grande successo di questa iniziativa evidenziò l'interesse alla riscoperta della storia e delle tradizioni locali e fu richiesto dai docenti di elaborare un testo su questi argomenti da distribuire agli alunni delle terze elementari, che servisse di base ad un triennio di studio. La pubblicazione, intitolata "Scampoli di storia bustocca", progettata e realizzata dal Club Amici del Tarlisu col patrocino dell'Amministrazione comunale, vide la prima edizione nel 1987. Si prefiggeva lo scopo di avvicinare i giovanissimi allievi delle scuole bustesi (e anche le loro famiglie) alle radici della cultura del territorio bustese: attraverso la rivisitazione dei mesi dell'anno delle tradizioni e delle realtà di lavoro e vita, mettere in luce le linee di fondo di una città che è sempre riuscita a manifestare inventiva, capacità di realizzazione, attaccamento al lavoro, vivo sentimento di generosa solidarietà. Dava inoltre un importante contributo al ricordo di fede, tradizioni, consuetudini, manifestazioni espressive del dialetto. Da allora, per diversi anni, il libro è stato consegnato a tutti gli alunni delle classi terze elementari delle scuole di Busto Arsizio.

Altre attività della Famiglia Sinaghina sono calendariate come segue:

Le manifestazioni tradizionalmente gestite dalla Sinaghina, sia in proprio che, negli ultimi tempi, con la collaborazione di altri enti e associazioni, sono: il carnevale bustese, la S. Messa del Ringraziamento, la sagra dell'uva, i concerti degli Auguri di Pasqua e Natale, diverse gite culturali.
In particolare, tribolata è stata la gestione del 'Carnevale' in quanto numerosi traslochi sono stati necessari per il deposito la custodia e la conservazione del materiale allegorico.
Si ricorda in particolare che 1984, quando i materiali per il carnevale erano custoditi nei capannoni del fù Cotonificio Bustese, furono distrutti per un crollo avvenuto durante i lavori di parziale demolizione dell'edificio.
Nel 1985 uno strano incendio distrusse due carri e le altre strutture.
I carri sono stati a lungo allocati nei capannoni ex officine Valsecchi in piazza Leone XIII, e solo recentemente tale malagevole sede - oggetto di furti e danneggiamenti di ogni tipo - è stata sostituita con altri spazi messi a disposizione dall'amministrazione comunale.
Da alcuni anni, durante le settimane che portano al Carnevale, "ul Tarlisu" e A Bumbasina" si recano nelle scuole cittadine ad illustrare ai ragazzi alcuni particolari della storia di Busto, spesso poco o affatto conosciuta.



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