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20 Febbraio 2016
1) Presso la Biblioteca comunale di Busto Arsizio si terrà un incontro pubblico avente come tema:
IL CARCERE AUSTRIACO DI BUSTO ARSIZIO

Racconto di un simbolo della città e spunti per la sua valorizzazione
Interventi di:
intervento iniziale del SINDACO
-PROF.SSA CHIARA NENCI (Accademia di Brera)
il carcere come luogo di manifestazione di arte spontanea
-DOTT.SSA FEDERICA MERLO (Accademia di Brera)
la storia del carcere di Busto Arsizio nelle fonti archivistiche
-PROF.SSA GIULIANA CARDANI (Politecnico di Milano)
La struttura dell’edificio, i materiali che lo compongono e i suoi degradi.
- PROF.SSA SERENA PESENTI (Politecnico di Milano)
Il riuso architettonico e funzionale dell'edificio nel rispetto del suo
valore di testimonianza storica
L’incontro è stato promosso dal Comune di Busto Arsizio, dalla Famiglia Sinaghina, dalla Famiglia Bustocca.
L'ex carcere di Busto Arsizio fu costruito fra il 1851 e il 1854 su un progetto dell'arch. Giuseppe Brivio, professionista molto all'avanguardia per l'epoca. I documenti conservati nell'archivio comunale dimostrano che il progetto originario era in forma di panopticon, ossia era pensato in modo che da un unico spazio centrale una sola guardia potesse monitorare tutto ciò che avveniva nel piano. Probabilmente a causa dei maggiori costi che ciò avrebbe comportato, il progetto venne abbandonato e modificato in uno schema più classico.
Tuttavia, il progettista non mancò di inserire alcuni stratagemmi per la sicurezza, come la realizzazione di porte molto basse, che obbligassero il detenuto ad abbassarsi per uscire dalla cella, nonchè lo sfalsamento dell'apertura delle celle verso l'esterno, in modo da impedire che i detenuti potessero comunicare fra loro da un piano all'altro.
Le aperture, benchè strette, sono realizzate in modo da garantire una ampia aereazione e una illuminazione che, per l'epoca era sicuramente molto buona.
Le volte sono tutte a vela, a volte quadra a volte rettangolare, e ciò attribuisce al fabbricato un particolare pregio.
L'edificio fu realizzato su una area che apparteneva al parco retrostante il palazzo dei conti Cicogna, ultimi proprietari del palazzo nobiliare, acquisito in seguito dal comune e adibito a Tribunale e successivamente a biblioteca e a raccolta di opere d'arte.
Il Carcere venne utilizzato come tale fino alla metà degli anni '80 del XX secolo, quando fu abbandonato in favore dell'odierna grande struttura in via per Cassano.
Le pareti conservano tuttora testimonianza della presenza dei detenuti: graffiti, foto appese alle pareti, alcune anche molto 'esplicite'.
All'ultimo piano è presente una aula piuttosto ampia e luminosa che era adibita a scuola per i detenuti e a cappella per le funzioni religiose. Alcuni saggi hanno dimostrato la presenza di pitture/affreschi che si spera di conservare.
Il politecnico di Milano ha compiuto un accurato studio storico dell'edificio ed un rilievo anche di natura statica davvero notevole, che sarà la base per un recupero ed un riutilizzo della struttura a favore della comunità.
Un ringraziamento alla famiglia Sinaghina, alla famiglia Bustocca ed ai docenti e studenti del Politecnico e dell'accademia di Brera che hanno fatto da propulsori per il risveglio dell'attenzione su questo interessantissimo edificio storico cittadino, da troppi anni lasciato nel 'dimenticatoio'.
Foto di Enrico Candianni
Enrico Candiani
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